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lunedì 16 maggio 2016

Il manifesto della Festa dei Gigli è bellissimo ma NON FUNZIONA (e vi spiego perché)



Nessun preambolo o introduzione di sorta. Questa volta (udite udite, proverò pure ad essere breve) arrivo subito al sodo: a me il manifesto della Festa dei Gigli 2016 piace. E’ senza alcun dubbio un piccolo balzo in avanti rispetto alle passate edizioni (del manifesto però) ma… Ma, ancora una volta, non si centra il problema (d’altronde è una questione per addetti ai lavori).
Quando si parla di marketing e di comunicazione, ho imparato (o meglio mi hanno insegnato) che una cosa non deve piacere: DEVE FUNZIONARE. E allora la domanda non è: il manifesto è bello o brutto, ma QUESTO MANIFESTO FUNZIONA? E ancora: questo manifesto assolve al compito per cui è stato ideato e creato?
Da addetto ai lavori ritengo che questo manifesto non funzioni. E vi spiego il perché. Andando nuovamente diretti al punto.
Quando verrà riprodotto su cartellonistica o brochure o altro materiale pubblicitario e/o informativo sarà compreso da chi non ha mai visto la Festa? Io credo proprio di no. La Festa dei Gigli non è il Palio di Siena, conosciuto pure al Polo Nord e nel deserto di Gobi. Sono davvero pochi in Italia, quasi nessuno all’estero a conoscere la nostra Festa. Ecco perché questo manifesto NON FUNZIONA. Mettetevi nei panni di un turista che non conosce i gigli: cosa capireste da quel manifesto? Ve lo dico io: una beneamata minchia. Al massimo uno potrebbe andare sul sito istituzionale della Fondazione che non è tradotto in inglese (sperare nel tedesco e nel russo poi è utopia) e quindi col cazzo che verrebbe a Nola o quanto meno valuterebbe l’opzione.
Seconda questione: il tempo di esposizione. Per i non addetti ai lavori, la pubblicità funziona per quattordicine. Il periodo di affissione va di 14 giorni in 14 giorni. Anche per questo il manifesto NON FUNZIONA. In un mese al massimo di affissione (la seconda 14ina di maggio è andata già a farsi fottere) non incuriosisci minimamente il turista di passaggio che, magari, tornato a casa nel suo paese di residenza si fa una ricerca e, magari bis, si incuriosisce (dopo aver tradotto il sito dall’italiano all’inglese) e forse forse un giro a Nola a giugno se lo fa pure…
Dunque, a conti fatti, IL MANIFESTO FUNZIONA solo per noi nolani (e neppure tutti). Che ce lo guardiamo e diciamo: com’è artistico, com’è bello, che concetti che esprime etc etc etc…
Se poi lo scopo è autocelebrativo (tipo una FONDAZIONE BELLA E PREPARATA fa un MANIFESTO BELLO E IMPORTANTE) allora il manifesto funziona, ma solo per la Fondazione e qualche suo lacchè (che si contano sulle dita di un piede).
Quindi, per concludere: può essere bello, artistico e supercazzuto quanto si vuole, ma in pubblicità e comunicazione un MANIFESTO NON DEVE PIACERE MA FUNZIONARE…
E se queste regole basilari della comunicazione e del marketing non sono conosciute dalla Fondazione (la cabina di regia per la promozione della nostra Festa) che indicazione pensate possano dare alla agenzia che si è occupata del manifesto? (la risposta datevela da soli).

PS Nulla da togliere ai ragazzi di Villaggio Creativo (il manifesto è un gran bel prodotto grafico-artistico) ma, secondo me, resta fine a se stesso
PS2 Un grazie speciale lo meritano due grandi professionisti della comunicazione se oggi ho quanto meno le basi per affrontare marketing e comunicazione lo devo al loro (e un poco ai tanti testi e blog che quotidianamente studio)
PS3 Se finalmente sono riuscito ad essere breve e (cir)conciso mi premiate con un commento (o like). Gracias



lunedì 18 aprile 2016

Il concorso, il manifesto, il protocollo... storia dell'ennesima figura di cacca della "s"Fondazione Festa dei Gigli di Nola (ma dimettervi proprio no')

Ogni anno il 22 giugno c'è l'usanza
di festaggiare a Nola il Santo Paolino.
Na festa grande, sentita e bella assaje.
Ogni anno è usanza pe 'sta grande Festa,
preparà nu bello manifesto.
Ogni anno è nu giudizio: è bello, è brutto
Ogni anno ricorda a 'sta città,
h'è riturnat giugno nata vota...
Ma st'anno m'é capitato 'navventura...
Madonna! si ce penzo,e che schifezza!
'O fatto è chisto, statemi a sentire:
 

Atto I - O' cuncursone... Mese di febbraio anno 2016. La Fondazione Festa dei Gigli di Nola ha una brillantissima idea: un bando di concorso per l'immagine coordinata (avete letto bene, immagine coordinata) e il manifesto della Festa dei Gigli 2016. Si tratta, udite udite, di un concorso di idee (a facc' ddo' c***) per operatori professionali del settore della comunicazione (ngul o' c***). Finalmente la svolta. Vuoi vedere, dico io, che questa volta si finalmente non ci affida ad una comunicazione degna neppure della sagra del puparuolo mbuttunato (con il massimo rispetto per il puparuolo mbuttunato) e ci si affida a professionisti del settore. Difendo a spada tratta l'idea (e il concorso di idee) su social. Si avete capito bene. Proprio io che ho sempre fatto come la schifezza la Fondazione. Questa volta ci voglio credere. Mi voglio fidare. Forza ragazzi, ce la possiamo fare a cambiare le cose...

Atto II - Guagliù, l'idea c'è... Si avvicina la scadenza. Il termine ultimo per presentare la proposta di manifesto. Ne parlo con un amico che mi conferma: 'Viciè, ci sto lavorando. Questa è la mia idea" (perché sempre di concorso di idee stiamo parlando). il mio contributo morale per la presentazione dell'IDEA spero sia stato importante. Comunque mi appassiono. Seguo con apprensione tutto l'iter creativo...


Atto III - Sento puzza di figura di m****. E arriva così il grande giorno. Il 25 marzo alle ore 10.30 ci si reca (come da regolamento) presso l'ufficio Protocollo del Comune di Nola. Resto in zona per sbrigare alcune pratiche. Ma passano i minuti ma dal protocollo non esce nessuno. Cosa sarà successo, mi domando? E niente,  alle ore 11 e qualche cosa esce colui che ha consegnato il plico. Perché tutto questo tempo?


Atto IV - Il pasticciaccio (ovvero la figura di merda prende corpo)
. In pratica succede questo. Il protocollatore del comune di Nola si rifiuta di protocollare in forma anonima (cosa imposta dal regolamento del concorso di idee) il plico. "A me nessuno ha detto niente di questo concorso. ora se volete protocollare a vostro nome fatelo pure. La normativa mi vieta di protocollare qualcosa anonimamente". "Si guardate che però così vengono squalificato - rilasciatemi una ricevuta in forma privata, trovate voi la soluzione". Insomma si va avanti così per mezz'ora (avete capito bene). Il protocollatore, nella sua candida ingenuità, mostra addirittura l'unica domanda pervenenuta in precedenza (esatto, avete capito bene, solo UNA...) recata all'ufficio di protocollo via corriere. Consegnata via corriere al protocollo. Se voi vi preoccupate dell'anonimato, guardate questo... Alla fine dopo una discussione con un muro di gomma, il creativo si arrende. "Fate come volete voi. Se il regolamento mi impone di consegnare in forma anonima, voi mi dite che non è possibile. Che dire. Mi arrendo. Fate come dite voi".


Atto V - Benvenuti su scherzi a parte. Qualcosa di strano deve essere successo. La comunicazione sul risultato doveva arrivare in 5 giorni lavorativi. Ma non accade nulla. Bisogna attendere il 18 aprile per sapere che il Concorso è annullato. Si legge sul comunicato che "le buste contenenti i progetti grafici presentavano le generalità dei mittenti contrariamente a quanto prescritto dal bando di concorso che invece imponeva che i nomi dei partecipanti dovessero essere indicati in una busta chiusa al fine di garantire la segretezza circa i nominativi dei partecipanti". E grazie al c***o dico io. Se uno vuole protocollare in forma anonima e l'ufficio Protocollo Comune di Nola glielo vieta che fai? Stesso discorso per chi ha inviato via corriere il plico. Senza nome avrebbero potuto protocollare il tutto? 


 VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!
Quanto accaduto è ai limiti del paradossale. In pratica nessuno della Fondazione ha avvisato il Protocollo. E questi, da regolamento, è tenuto a non protocollare documenti anonimi. Cosa più grave riguarda l'invio per posta e/o corriere. Com'è possibile inviare via posta e/o corriere qualcosa in forma anonima? Che lo invio per posta ordinaria? Senza avere neppure una prova dell'invio effettuato? E se non arriva in tempo? Inoltre come faccio a dimostrare che ti ho inviato il plico? La mia parola contro quella dell'ufficio protocollo?
Il bando del concorso prevede l'invio a costo franco (quindi anche via posta e corriere). Quindi i DUE (lo sa tutta Nola che sono solo due i progetti presentato) professionisti cosa avrebbero dovuto fare? Inoltre, e qui casca l'asino, come fate a sapere che la persona che ha protocollato il plico era lo stesso autore della proposta. Che mica evete aperto le due buste (uno col progetto, l'altra con le generalità del professionista). E questo fatto è legale? Il testo del bando spiega chiaramente che si doveva aprire soltanto il plico con la proposta e solo una volta nominato il vincitore si doveva procedere ad apertura del plico con le generalità. Gli altri dovevano restare in chiusi. Che mica li avete aperti?
Adesso io non voglio pensar male. Voglio credere che sia tutto frutto di pressappochismo e ingenuità. Ma un'idea me la sono fatta:
 1 - Il bando del concorso è stato approntato con il più classico sistema del copia e incolla (ai limiti dell'illegalità presentare per posta un plico in forma anonima da protocollare, roba da bancarella del torrone per intenderci).
2 - Nessuno della Fondazione si è preoccupato di avvisare l'ufficio Protocollo del Comune di Nola
3 - Qualcosa è andato storto. Perché ci sono voluti oltre venti giorni per venire a capo della questione. Cosa è successo in commissione? Nola è piccola, in Piazza si mormora... E tutti sanno tutto. C'è stata più di una riunione della commissione. Quindi qualcosa non è andato come doveva.
Dopo l'ennesima figuraccia, un minimo senso di responsabilità imporrebbe le dimissioni (ma anche l'etica e la morale).
Eppure, io davvero ci avevo creduto a questo cambiamento. Ma, mi tocca constatare, siamo alle solite.
Parafrasando Sciascia... nel mondo ci sono tre categorie di fondazioni: le Fondazioni, le fondazionicchie e le quaqquaraqqua...
Concludo con una mezza citazione d'autore: "Come si dice a Napoli, prufesso' voi e tenete ee palle" per dimettervi aggiungo io...


PS: E non finisce qui...


giovedì 8 gennaio 2015

Fondazione Festa dei Gigli: il direttore artistico arriverà, il bilancio di previsione FORSE...




Oramai è ufficiale: la Fondazione Festa dei Gigli avrà un nuovo direttore artistico. Entro la fine di gennaio (fonte Raffaele Napolitano via fb) si conoscerà anche il nome (IlGiornalelocale.it ha fatto il nome di Marino Niola). Resta invece ancora da chiarire la questione legata al compenso. Impossibile ad ora conoscere quanto percepirà, e questo in teoria è pure normale. Impossibile anche conoscere quanto la Fondazione prevede di stanziare per il compenso, E QUESTO TANTO NORMALE NON E'.


Bilancio di previsione... DO YOU KNOW? In base agli articoli 17 e 19 dello Statuto della Fondazione Festa dei Gigli il CdA e l'Assemblea dei soci hanno la competenza (e l'obbligo) di approvare il bilancio preventivo entro il 31 dicembre. In pratica la Fondazione prevede quali somme (e soprattutto in che modo) intende spendere per promuovere la nostra (o mia) Festa, per l'organizzazione di eventi e per tutte quelle spese che si presume debba sostenere l'ente di via Merliano nell'anno 2015. Bilancio preventivo che dovrebbe essere portato a conoscenza della cittadinanza, perchè esiste una legge in materia di trasparenza, ma soprattutto considerando che, ad oggi, in attesa di fondi privati (vi prego non ridete) l'unico "finanziatore" della Fondazione è  il Comune di Nola e quindi questi 'fondi' sono pubblici. In merito a quanto si prevede di pagare il direttore artistico, o per essere più precisi alla somma che si prevede di stanziare per il suo compenso, l'articolo 19 dello statuto della FONDAZIONE precisa che "La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio di previsione approvato dal Consiglio di Amministrazione entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce. Il contenuto e la struttura del bilancio di previsione deve comunque contenere le spese indicate entro i limiti delle entrate previste".
Sono comunque sicuro (diciamo così) che ci solo per una serie di accidenti casuali il bilancio di previsione non sia ancora pubblico (come d'altronde quello dello scorso anno), ma che questo è stato redatto. Aspettiamo dunque di conoscerlo, magari prima del 28 febbraio 2015, data in cui dovrà essere approvati il conto consuntivo relativo al 2014... e tutti sapremo quanto è stato speso per il concertone di Raf (nonostante la fondazione promise di comunicarlo entro luglio...)

Testi, musiche... L'articolo 11 del regolamento Festa dei Gigli recita testualmente: "nella esecuzione ed interpretazione delle canzoni della macchina da festa i cantanti e i musicisti sono tenuti ad attenersi ai testi approvati dal C.d.A. della Fondazione". Nel regolamento però non si parla di termini e scadenze per le consegne di musiche e testi. L'anno scorso però in pubblico consesso il presidente Soprano indicò dicembre come termine per la consegna, data che nessuno rispettò, tanto che, stando a quanto disse Soprano, i testi furono consegnati ad aprile (e pure su cd). Il presidente dichiarò che quella su musiche e testi "è stata una battaglia (persa, nda) continua con parolieri e musicisti. Ne siamo dispiaciuti per primi che certe scadenze non siano state rispettate... la Fondazione ha l'obbligo ed esigenza che si rispettino dei tempi certi affinché questi testi siano al vaglio della Fondazione" (vedi https://www.youtube.com/watch?v=RD4i9krASLE dal minuti 15 in poi). Bene, benissimo. L'anno scorso il termine era dicembre e quest'anno? E' stato posticipato? E' possibile sapere qual è il termine di consegna di testi e musiche stabilito dalla Fondazione? Oppure, come per la passata edizione, verranno consegnati i cd, magari in concomitanza con l'uscita delle varie questue... e la battaglia viene persa anche quest'anno?

... e striscioni. E adesso passiamo ad un altra nota dolente: lo striscionaggio. Il secondo comma (ah ah ah) dell'articolo 14 del Regolamento festa dei gigli recita testuale:  "E’ fatto divieto al maestro di festa di pubblicizzare – per un tempo superiore a giorni dieci dalla data del rilascio della concessione – la assegnazione della concessione in proprio favore mediante striscioni aerei e murali; analogo divieto è imposto al rappresentante di categoria. Scaduto il tempo di cui innanzi il Sindaco provvederà ad ordinare la rimozione di ogni striscione". Dunque, nonostante esista una norma (anche se poco chiara in certi suoi aspetti) se ne possono trovare di vari tipi. Io ne ho contati ben sei (e di vari gigli e corporazioni) e tutti esposti da ben oltre dieci giorni (qua si parla di mesi). Tutti in attesa di rimozione, ma non so. Di certo riguardano: paranze, presidenti dei festeggiamenti, comitati, musiche, compari e comparielli e vari. Partendo dal fatto che a me uno striscione non disturba affatto, e che non è di certo uno striscione causa (o conseguenza) dei mali che attanagliano la nostra (o mia) amata festa, si tratta sempre di rispetto delle regole e, in questo caso, di farle rispettare (se non sbaglio tocca al sindaco ordinarne la rimozione). In questo caso le domande che mi pongo è: questi striscioni, sotto gli occhi di tutti da almeno un paio di mesi, violano una norma, giusta o sbagliata che sia? A chi il compito di farla rispettare?
                                                                                           
PS: Antonio Piccolo adesso il biglietto lo puoi fare. Ci hai messo più di un mese ma hai avuto risposta (ovviamente come si usa a Nola a mezzo stampa). Conoscendo però la fondazione in questione io aspetterei ancora un po’... che magari il nuovo direttore artistico cambia idea!!!


domenica 13 luglio 2014

I boss, la pupa del capo, i gigli di Nola e Panorama


La notizia dello ‘smerdamento’ (l’ennesimo) della nostra festa è cominciato a circolare da ieri sera (sul sito videonola.it). Stavolta è toccato al settimanale Panorama (di proprietà della famiglia Berlusconi, precisazione che non guasta mai...) gettare fango a suon di inesattezze e invenzioni (perché quanto scritto è letteralmente inventato). Ovviamente, stamattina il primo pensiero è stato quello di recarmi in edicola, tirare fuori 1 euro (il costo del settimanale) e subito leggere quanto scritto. L’articolo, a pagina 11 (subito dopo l’editoriale di Molè), reca il titolo “Quanti religiosi omaggi al boss”. Lo ‘smerdamento’ della festa dei gigli di Nola arriva al primo capoverso (seconda colonna – vedi foto in coda al post) dove si legge: ‘Scandalo anche alla festa dei Gigli a Nola con i capiclan acclamati in piazza sulle note de Il Padrino e con i soldi raccolti nel nome di San Paolino che finivano nelle casse della camorra”. Eh no, caro Fabio Marchese Ragona qua hai proprio ‘schiovato di brutto’. Due sono le ipotesi in merito all'articolo (o' pezz, cit.) in questione: o in fretta e furia il giornalista ha fatto una ricerca su internet, non ci hai capito un cazzo, ha fatto confusione e alla fine è uscito fuori sto papocchio oppure….

I boss, la pupa del capo e i marsigliesi.  Oppure il caro giornalista Fabio Marchese Ragona, evidentemente strafatto di crack o lsd, assistendo ad una registrazione della diretta di quest’anno della ballata in Piazza Duomo ha cominciato ad avere delle pesantissime allucinazioni. Ed ecco spiegati i ‘saluti’ di alcuni maestri di festa agli onorevoli Paolo Russo e Renato Brunetta (scambiati per due boss) con la ‘pupa’ Francesca Pascale in rappresentanza del capo dei capi (assenza forzata la sua). E con i sensi annebbiati dal massiccio uso di droghe (pesantissime come le allucinazioni) le note de ‘Il Padrino’ si confondono con quelle de ‘la marsigliese’, omaggio all’ambasciatore di Francia, rigorosamente in gessato grigio, a rappresentanza del clan d’oltralpe…

Adesso però torniamo seri… Maggioranza, opposizione, onorevoli dell’area nolana, Fondazione e curia tutta, almeno per una volta si provi davvero a muoversi insieme (va bene pure se non appasionatamente). La Festa deve rappresentare (anzi rappresenta già) un patrimonio di tutta la comunità nolana. Si faccia fronte comune (almeno per una volta sforzatevi e provateci davvero) evitando (vi prego, è una supplica) di strumentalizzare la vicenda in chiave politica. L’appello di Mariafranca Tripaldi in tal senso è un’importante apertura dell’opposizione. Mi auguro che il sindaco Biancardi, l’assessore Trinchese, ma anche Vitale e Cutolo colgano quella che secondo me rappresenta un’occasione di crescita collettiva… Magari con i due onorevoli Manfredi e Russo insieme a sua eccellenza Depalma si possa, per una volta, far sentire il proprio grido di sdegno a voce unita verso chi, per pressapochismo e poca professionalità, ha infangato il nome di Nola e della nostra festa. Magari così sfruttando un episodio negativo per fare un po’ di propaganda (è una delle ‘nuove regole’ del marketing), magari chiedendo a Panorama invece che una semplice rettifica, un articolo di approfondimento sulla nostra amata festa….

Da collega a collega. E allora, caro Fabio Marchese Ragona, senta un umile consiglio di un umilissimo collega. La prossima volta che effettua una ricerca su internet, non si fermi al primo risultato, approfondisca, si informi, magari faccia pure qualche chiamata… e poi scriva. Lo so, la capisco, le nostre paghe sono sempre più misere, la professione è inflazionata etc etc… ma, è sempre il collega che parla (anzi scrive), se non si prova quanto meno a fare con PROFESSIONALITA’ questo mestiere, come possiamo noi giustificare i quattro spiccioli (che diventeranno tre – e per qualcuno due – grazie all’equo (?) compenso) che ci danno per ogni articolo?

PS. Non credo leggerà mai questo mio post. Se mai dovesse farlo (visto però le sue ‘capacità di ricerche online ci spero poco) mi contatti perché mi piacerebbe, il prossimo giugno, ospitarla e farle comprendere meglio le dinamiche della nostra festa che, ATTENZIONE, non è tutta rose e fiori ma, quanto meno, di ‘inchini al boss’ e raccolta fondi pro camorra in nome di San Paolino non se ne sono mai viste (almeno per ora).  

PS. 2 Ci tengo a precisare che Nola non è affatto un’isola felice, che la camorra esiste (anche se non si vede) anche da noi. E soprattutto è una certa mentalità camorrista, che a volte emerge in certi comportamenti “giglistici”, a fare davvero molta, molta paura…